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June 27

ARRIVEDERCI MICHAEL ...

 



MI PIACERE RICORDARLO COSI'  CON I SUOI STUPENDI MOVIMENTI E CON LE SUE SPLENDIDE CANZONI.

ECCENTRICO E CONTROVERSO,MA COMUNQUE UN GRANDE ARTISTA CHE NELLA SUA VITA PRIVATA DOVEVA SENTIRSI MOLTO SOLO.
Credo che in fondo nessunolo abbia mai capito davvero e nessuno lo abbia aiutato solo per il piacere di farlo. Quello che lo aveva coinvolto nella sua vita (accuse di pedofilia) lo avevano distrutto interiormente e da li il declino. Io non ho mai creduto a queste stupidaggini.

Caro Michael,spero che adesso troverai quella pace che tanto cercavi. Io sono convinto che DIO ti abbia riservato un posto in Paradiso e adesso potrai parlare con Lui e trovare quella serenità,perchè solo da un'animo gentile possono uscire grandi canzoni.

Adesso che ti avevano abbandonato,tutti torneranno a parlare di te,i media sono così : ungiorno sei alle stelle,il giorno dopo ti ritrovi nelle stalle...


                        ARRIVEDERCI AMICO DEI POPOLI...
June 13

PROPOSTA DI LEGGE PER L'EDITORIA - dA RUNDE TAARN EDIZIONI

Una proposta per valorizzare l'editoria emergente e di nicchia

Dopo la lunga esperienza (come editori prima e come distributori poi) a contatto diretto con librerie e punti vendita si è preso visione di quali sono le difficoltà sia delle librerie stesse che degli editori per poter proporre al pubblico una sempre maggior panoramica di scelta tra i titoli editi nel nostro Paese ogni anno.
Le librerie lamentano una notevole difficoltà nel vendere i titoli del piccolo editore (motivo per cui prediligono avere giacenze in conto deposito piuttosto che acquistare), difficoltà dovuta in primo luogo alla scarsa promozione che gli editori possono assicurare alle loro pubblicazioni, vuoi per motivi economici, vuoi per la resistenza che si incontra nel prendere in considerazione titoli che non sono firmati da nomi ormai rinomati e conosciuti ai più. Gli editori, di contro, lamentano le numerose difficoltà di poter gestire anche una distribuzione che consenta loro di arrivare ad un maggior numero di utenti finali, di conseguenza non riescono a vedere i loro titoli sugli scaffali delle librerie italiane in modo capillare, cosa che diminuisce sensibilmente la possibilità di vendita dei titoli in questione. Se i titoli non vengono messi a disposizione del pubblico spesso il pubblico ignora completamente l’esistenza di volumi che probabilmente potrebbero anche destare il suo interesse.
Da una parte, perciò, le librerie, a giusta ragione, sono poco disposte ad accettare titoli di editori poco conosciuti perché convinte che essi abbiano una scarsa possibilità di essere venduti, dall’altra editori che producono libri anche molto validi ed interessanti ma costretti a lottare costantemente per convincere le librerie a dar loro una possibilità di poter avere un minimo di visibilità. A questo proposito Runde Taarn edizioni ha pensato di proporre un sistema che permetta a tutti i soggetti coinvolti di trarre un vantaggio dalla circolazione dei volumi editi, questo proposito si è trasformato in una proposta di legge (allegata per esteso alla presente comunicazione) che si intende sottoporre allo Stato Italiano, una proposta che porterà giovamento sia alle librerie, che agli editori, al pubblico dei lettori e, non ultimo, allo Stato italiano stesso.
Una proposta di legge che vuole creare le condizioni perché si innesti un circolo virtuoso che possa portare ad aumentare il pluralismo reale dell’offerta editoriale, permettendo a tutti gli editori, anche di piccole dimensioni, di poter arrivare realmente ad essere conosciuti dal pubblico e nel contempo di dare una valenza di promozione culturale alle librerie inserendole in un processo di qualificazione del prodotto libro. Per raggiungere ciò si è pensato di realizzare un sistema di deduzioni e di dilazioni del pagamento delle imposte supportato però da obblighi precisi di entrambe le parti in causa: editori e librerie.             











PROPOSTA DI LEGGE PER VALORIZZARE L’EDITORIA EMERGENTE E DI NICCHIA
E L’ATTIVITÀ LIBRARIA AD ALTA FEDELTÀ LETTERARIA.

Art. 1: DEFINIZIONE DI EDITORE EMERGENTE. Viene considerato editore emergente un editore che:
Comma 1: abbia in catalogo meno di cento titoli
Comma 2: abbia in catalogo meno di trecento titoli e realizzi un fatturato annuo inferiore ad una cifra pari a cento mensilità di un operaio di primo livello calcolando lo stipendio secondo il contratto metalmeccanici. Tale cifra si eleva a trecento mensilità se oltre all’attività editoriale pura l’editore affianca altre attività (a titolo di esempio: libreria, stamperia, distribuzione, etc…)
Comma 3: realizzi un fatturato complessivo inferiore alla somma di cinquanta mensilità di un operaio di primo livello secondo il contratto dei metalmeccanici indipendentemente dai titoli a catalogo.

Art. 2: DEFINIZIONE DI EDITORE DI NICCHIA. Viene considerato editore di nicchia un editore che:
Comma 1: abbia oltre il 60% dei titoli pubblicati relativi ad un unico genere letterario.
Comma 2: abbia oltre il 75% dei titoli pubblicati relativi a due soli generi letterari
Comma 3: abbia oltre il 90% dei titoli pubblicati relativi a tre soli generi letterari

Art. 3: DEFINIZIONE DI LIBRERIA AD ALTA FEDELTÀ LETTERARIA. Si definisce libreria ad alta fedeltà letteraria una libreria che:
Comma 1: Abbia in giacenza (acquistati o in conto deposito) un numero di titoli che sia pari almeno al 5% dei titoli complessivi a magazzino degli editori che rientrano nelle due categorie indicate come editori emergenti ed editori di nicchia.
Comma 2: Garantisca la possibilità al cliente di ordinare anche una singola copia di qualsiasi titolo di ogni editore che rientri nelle due categorie di editore emergente e editore di nicchia.
Comma 3: Accetti di tenere in conto deposito almeno una copia di almeno un titolo per ogni editore emergente o di nicchia che ne faccia richiesta, anche qualora tale richiesta dovesse giungere ad opera del distributore a cui l’editore emergente o di nicchia abbia affidato la distribuzione.

Art. 4: OBBLIGHI DEGLI EDITORI EMERGENTI E DI NICCHIA NEI CONFRONTI DELLE LIBRERIE AD ALTA FEDELTÀ LETTERARIA. Un editore emergente o di nicchia è obbligato a:
Comma 1: inviare anche una sola copia dei titoli richiesti alla libreria ad alta fedeltà letteraria. L’editore potrà inviare tale copia senza alcuna spesa o in alternativa con una spesa non superiore all’importo richiesto dal servizio postale per l’invio di tale spedizione. In quest’ultimo caso l’editore è tenuto ad informare per iscritto (a mezzo fax, mail o altra forma scritta) la libreria affinché la stessa possa poi rivalersi di pari importo con il cliente.
Comma 2: qualora l’editore abbia una giacenza in conto deposito presso una libreria ad alta fedeltà letteraria lo stesso editore emergente o di nicchia è obbligato a richiedere rendicontazione periodica del venduto secondo gli accordi stipulati con la libreria ad alta fedeltà letteraria ed in ogni caso non meno di una volta l’anno.
Comma 3: L’invio dei libri degli editori emergenti e di nicchia alle librerie per il conto deposito dovrà avvenire senza alcun onere di spesa per la libreria e parimenti l’editore emergente o di nicchia s’impegna ad accollarsi le spese per il ritorno dei libri invenduti facenti parte del conto deposito.
Comma 4: Qualora la libreria, trascorsi quattro mesi dall’invio del conto deposito ne richieda la resa all’editore quest’ultimo è obbligato a provvedervi entro il termine massimo di trenta giorni a sua spese. Resta salva la possibilità per l’editore di inviare almeno un’altra copia di altro titolo in conto deposito presso la libreria qualora la stessa libreria ad alta fedeltà letteraria chieda la resa di tutti i titoli in conto deposito.
Comma 5: L’editore emergente o di nicchia s’impegna a non inviare rendicontazione periodica alla libreria nel periodo compreso fra il 1 dicembre ed il 6 gennaio e nel periodo compreso fra il 1 luglio ed il 30 settembre di ogni anno.
Comma 6: Per la riscossione di importi inferiori alla decima parte dello stipendio di un operaio di primo livello secondo il contratto vigente dei metalmeccanici, l’editore emergente o di nicchia s’impegna a garantire la possibilità che tale importo possa essere pagato tramite conto corrente postale o in alternativa, qualora l’editore non abbia accesso un conto corrente postale, a rinviare l’incasso della fattura a rendicontazione successiva, affinché la somma complessiva delle fatture superi il decimo dello stipendio di un operaio di primo livello secondo il contratto vigente dei metalmeccanici.

Art. 5: OBBLIGHI DELLE LIBRERIE AD ALTA FEDELTÀ LETTERARIA NEI CONFRONTI DEGLI EDITORI EMERGENTI E DI NICCHIA. Un libreria ad alta fedeltà letteraria s’impegna a:
Comma 1: qualora un cliente lo richieda ordinare anche una sola copia di uno qualsiasi dei titoli in catalogo dell’editore emergente o di nicchia, eventualmente da tenere in conto deposito.
Comma 2: qualora esaurisse tutta la giacenza del conto deposito dovrà informare tempestivamente l’editore affinché lo stesso editore emergente o di nicchia, se lo vuole, possa rinnovare la giacenza in conto deposito.
Comma 3: tenere in conto deposito almeno una copia di almeno un titolo per ogni editore emergente o di nicchia che ne faccia richiesta.
Comma 4: la durata minima del conto deposito deve essere di quattro mesi. L’editore emergente o di nicchia, qualora lo voglia, ha facoltà di rinunciare a tale possibilità richiedendo la resa dei volumi anticipatamente, sempre a sue spese.
Comma 5: la libreria s’impegna ad esporre, secondo la propria disposizione, tutti i titoli ricevuti in conto deposito entro il termine perentorio di 7 (sette) giorni lavorativi dalla data del ricevimento dei volumi. La libreria s’impegna altresì a rendere accessibile alla clientela almeno una copia di tutti i titoli giacenti in conto deposito da parte degli editori emergenti e di nicchia senza preclusione alcuna (di genere, di orientamento ideologico, politico, religioso o quantaltro).
Comma 6: dalla data di ricevimento della richiesta di rendicontazione la libreria s’impegna a dare risposta certa entro un termine massimo di 30 (trenta) giorni.
Comma 7: qualora l’editore comunichi alla libreria a mezzo fax, via mail o per altra forma certa una copia della fattura, emessa in riferimento alla rendicontazione comunicata dalla libreria, la libreria s’impegna a saldare tempestivamente le fatture emesse dall’editore non appena giunte in suo possesso o, in alternativa, rispettando tassativamente la tempistica concordata dalle parti.

Art. 6: BENEFICI FISCALI PER LE LIBRERIE AD ALTA FEDELTÀ LETTERARIA. Le librerie che ottengono la qualifica di librerie ad alta fedeltà letteraria possono:
Comma 1: Portare in deduzione all’imponibile fiscale un decimo dell’importo complessivo derivato dalla somma di tutti i volumi presenti in libreria a titolo di conto deposito da parte degli editori emergenti e di nicchia. Tale importo verrà calcolato con la media aritmetica delle sommatorie di tutti i prezzi d’acquisto (prezzo di copertina scontato) dei volumi in giacenza da parte degli editori emergenti e di nicchia alla data del 31 marzo, del 30 giugno, del 30 settembre e del 31 dicembre di ogni anno. Per le librerie sprovviste di un sistema informatico che possa provvedere al conteggio automatico di tale importo farà fede la media aritmetica delle sommatorie calcolate al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno. In tali conteggi rientrano anche le copie degli editori emergenti o di nicchia ricevute dai loro rispettivi distributori.
Comma 2: La possibilità di dilazionare le scadenze fiscali in tre rate mensili con un incremento d’imposta pari al 0,5% per ogni mensilità di dilazione.

Art. 7: BENEFICI FISCALI PER GLI EDITORI EMERGENTI E DI NICCHIA. Gli editori che ottengono la qualifica di editori emergenti o editori di nicchia possono:
Comma 1: avere la possibilità di dilazionare le scadenze fiscali in 6 (sei) rate mensili con un incremento d’imposta pari al 0,5% per ogni mensilità di dilazione.
Comma 2: avere la possibilità di portare in detrazione all’imposta fiscale un decimo delle spese di spedizione sostenute per l’invio dei libri alle librerie ad alta fedeltà letteraria e per l’eventuale resa da parte delle stesse all’editore.
 
Da Runde Taarn
 
 


May 03

ERAGON - LIBRO vs FILM

Ho da poco finito di leggere il primo libro di Eragon. Un romanzo veramente stupendo. Quando si decide poi di realizzare un film tratto da un libro,perlomeno si dovrebbe cercare di rispecchiare un pò di più il romanzo. La prova è sicuramente il signore degli anelli.

Eragon non è stato così   Il film se visto da solo senza aver letto il libro è molto carino,ma se prima si ha letto il libro e poi si và a vedere il film...no comment.

ERAGON
Film VS Libro
 

Può un film essere migliore di un libro? Ovviamente no. Ma ci sono alcuni film meravigliosi anche se non corrispondono esattamente al libro dal quale sono tratti. Questo non è ciò di cui stiamo parlando. “Eragon”, scritto da Christopher Paolini a solo quindici anni, è un esempio di storia fantasy con un linguaggio molto semplice e lineare unito ad una creatività incredibile, basti pensare al linguaggio elfico completamente inventato per la narrazione. Dopo aver letto il libro sono rimasta piacevolmente colpita. Poche cose mi hanno lasciata delusa, come il linguaggio troppo semplice e lineare, ma è comprensibile conoscendo la giovane età dell’autore, così, sapendo che l’avrebbero presto reso i pellicola, ho iniziato ad attendere il film con ansia. Forse troppa ansia. Forse mi sono lasciata convincere troppo dall’attesa. Forse avevo troppe pretese. Eppure, più ci penso, più mi rendo conto che il film è un vero flop e non solo per coloro che hanno avuto il piacere di leggere il libro. Le differenze sono innumerevoli, gli errori incontabili e le mancanze davvero troppe. Come può un regista rendere così male una storia così appassionante? Mi auguro vivamente che non venga realizzato anche Eldest, anche se una parte di me vorrebbe che lo sviluppassero, ma solo perché sono curiosa di sapere come riusciranno a continuare senza le premesse che non hanno rappresentato nel primo film. Ma, bando alle ciance, facciamo un “piccolo” elenco delle differenze.

Lo scambio della pietra all’inizio non lo può fare perché il tipo odia le cose che arrivano dalla Grande Dorsale.

• Non esiste il fabbro e quindi neanche la fidanzata di Roran, che se ne va dal villaggio per trovare lavoro per sposarsi e non per non finire a fare il soldato.

• Brom è sempre stato amico di Eragon e gli ha sempre raccontato le storie sui draghi.

• Saphira rompe l’uovo mentre Eragon dorme e gli lascia un segno sul palmo della mano a forma romboidale e bianco che gli causa un male atroce e quando nasce il drago nessuno lo sa a priori.

• La crescita di Saphira non è improvvisa, ma graduale. In realtà passa molto tempo dalla nascita a quando i Raz’ak arrivano al villaggio.

• Nel villaggio non c’è mai stato l’esercito. In realtà all’inizio in pochi nel villaggio credono che Galbatorix sia così cattivo come è in realtà ed è per questo che le storie di Brom non piacciono molto.

• Prima dell’inizio dei guai Brom racconta la storia dettagliata di come Galbatorix ha tradito i cavalieri dei draghi ed è diventato dittatore.

• Eragon non sa che Saphira è una femmina e non è lei che si presenta, ma in realtà lei gli chiede un nome. Eragon a questo scopo va a parlare con Brom, che gli racconta un po’ di storie e gli dice un bel po’ di nomi di draghi che poi il ragazzo propone al proprio. In questa circostanza capisce che il proprio drago è una lei.

• I Raz’ak sembrano esseri umani da lontano e solo quando si è loro vicini e li si guarda sotto il cappuccio, che abitualmente portano, si capisce che non sono umani,

• Saphira porta via Eragon dal pericolo dei Raz’ac portandolo in groppa in volo per molte ore. Questo gli provoca delle gravi ferite alle gambe per via dello sfregamento contro le squame.

Quando, dopo una notte passata nel campo in cui Eragon ha trovato l’uovo, tornano indietro trovano la fattoria bruciata dai Raz’ac, Eragon trova lo zio e lo porta, con l’aiuto di Saphira, fino ai pressi del villaggio per farlo curare, solo dopo parte con Brom.

• In teoria Brom non dovrebbe sapere di Saphira solo da quando porta via Eragon dal villaggio perché scopre il segno sulla mano molto prima.


• Saphira non sa tutto sui draghi.

• Quando Brom incontra Saphira e viene a conoscenza del nome rimane un po’ di sasso. Dopo si scoprirà che quello era il nome del suo drago.

• Angela è un po’ più giovane di quanto sembri nel libro.. e non c’è Solembum. Soprattutto, il villaggio in cui si trova è quello sbagliato o quanto meno è decisamente realizzato male nel film perché si tratta di una città realizzata in modo da difendersi dagli attacchi e molto ben costruita e ricca.


• Angela gli dice che ha una lettura molto complicata.. come quella di una donna che ginse da lei tempo addietro. La madre di Eragon.

• La prima volta che usa la magia è in un villaggio abbandonato in cui al centro trovano una pira fatta con i teschi degli abitanti del villaggio e vengono attaccati da due soli avversari.

• La sella viene fabbricata da Brom davanti gli occhi di Eragon così che lui possa imparare a farsene una se necessario.

• Anche se non si vede si allenano tutte le sere con i bastoni.. e puntualmente Eragon torna a letto pieni di lividi e sfinito mentre il maestro all’inizio usava un'unica mano per contrastarlo.

• La voce di Saphira (donata da Ilaria D'Amico) fa schifo. Non centra nulla con la sua dolcezza innata.

• Eragon vede con gli occhi di Saphira non la prima volta che volano, ma qualche volta dopo e non è perché lui fa un incantesimo.

• Arya non sa che Eragon è un cavaliere di draghi e i sogni che fanno entrambi sono differenti dal quelli del film. Lui sogna lei in agonia e sa che sta per morire e non sono sogni causati da Durza.

• La magia che ha Eragon non si capisce quando l’ha imparata e non può vedere con gli occhi di Saphira se non è con lei e comunque vedrebbe ciò che vede lei.

• Arya è avvelenata quando la trovano.. non può camminare da sola ed non è cosciente.

• Brom è morto senza che nel film raccontasse la storia dei cavalieri. Non si fa accenno neanche al fatto che Eragon inizialmente era partito per uccidere i Raz’ak e basta, come anche che ci sono altre due uova e che sono tutte in possesso di Galbatorix o che le battaglie magiche si compiono cercando di difendere la propria mente, ossia che il primo tra i duellanti che fa crollare la propria barriera mentale sarà colui del quale si riusciranno a prevedere le mosse e quindi anticiparle.

• Murtag non dice di aveer perso la famiglia e di volerlo aiutare, bensì è Eragon che gli chiede aiuto.

• L’arrivo dai Varden è un po’ diverso. Ingaggiano una battaglia davanti alla cascata perché non riescono a farsi aprire. Eragon avrebbe dovuto dire determinate parole che non conosceva, così lui e Murtag iniziano a combattere contro gli Urgali davanti la cascata e Saphira li aiuta riportando numerose ferite. Proprio quando se la stanno per vedere molto brutta Eragon, che si era tuffato in acqua per raggiungere l’altra sponda con l’intento di cercare una via d’accesso sull’altro lato, sta per affogare e viene tratto in salvo da un nano. A questo punto i Varden li aiutano nella lotta e vengono portati tutti al sicuro. In realtà Murtag non sa dove siano nascosti i Varden e non ci tiene particolarmente a scoprirlo perché loro lo considerano una minaccia perché è il figlio di Morzan.

• Quando arrivano dai Verden i gemelli chiedono il permesso di scrutare nelle menti di Eragon e Murtag per vedere se sono amici o nemici. Il secondo non acconsente per non rivelare chi sia in realtà. Il primo garantisce per lui, ma ottiene solo che venga lasciato in una cella in attesa che si possa scutargli la mente. Nel frattempo Eragon trova Angela e Solembum dai Verden, ingaggia una battaglia coi gemelli al solo scopo di far capire che è un valido mago, in apparenza, ma in realtà i gemelli vogliono solo sapere le parole magiche che lui conosce. Arya lo fa combattere con la spada per testare le sue capacità. Tra le cose da ricordare c’è il fatto che benedice una bambina. Questo ha una grande importanza per il seguito. E gli Urgali arrivano dopo un po’ di giorni.

• L’armatura di Saphira non è stata costruita in una notte, ma ce l’avevano già come reliquia. Ed è d’oro.

• Per la battaglia si sono preparati facendo crollare determinate gallerie in modo da far sbucare gli Urgali in un determinato punto.

• Murtag non scappa da solo. Lo liberano apposta i Varden per farlo combattere.

• Durza non ha mai creato un “drago” di ombre.
Murtag alla fine viene catturato e Eragon parte per Ellesmera.


Ora, dopo questo piccolo elenco, se ancora avete voglia di vedere un film che distrugge un libro..
Accomodatevi!!!

Morgana7xyz

April 23

MANIFESTO CONTRO IL CONTRIBUTO EDITORIALE

 

In questa pagina del nostro sito trovate il “Manifesto contro il contributo editoriale”, che si propone:

-         nella teoria, di rendere accessibili a tutti informazioni, dati e aspetti sottaciuti o poco noti dell’universo editoriale, a pagamento e non, in modo da garantire agli scrittori esordienti e (in generale) agli utenti del sito la possibilità di meditare sui molteplici spunti di riflessione forniti dal “Manifesto”;

-         nella prassi, di creare un fronte comune contro l’editoria a pagamento. In tal senso, I Sognatori garantirà agli editori (scelti e contattati personalmente da Aldo Moscatelli, autore del “Manifesto”) che sottoscriveranno l’iniziativa, una pagina promozionale del sito, da aggiornare di volta in volta, nella quale saranno presenti i loghi delle case editrici aderenti, piccole biografie, i collegamenti di rete e quant’altro.

Facciamo presente che il “Manifesto contro il contributo editoriale” non ha fini di lucro o scopi secondari di qualsiasi genere.

La pagina delle case editrici che hanno già approvato l’iniziativa è presente QUI. La pubblicità garantita agli altri editori è del tutto gratuita e non prevede alcunché in cambio. L’idea è quella di fornire spazio e visibilità agli editori che hanno coraggiosamente rinunciato a una prassi ormai consolidata, quella della richiesta di contributo, assumendosi fino in fondo le responsabilità del proprio ruolo e garantendo agli scrittori la possibilità di svolgere (a loro volta) il proprio ruolo, che è quello di scrivere.

La necessità di superare il concetto di “concorrenza” per abbracciare un ideale più alto, quello di un’editoria pulita, coraggiosa e fondata sulla meritocrazia, nonché contraria alle speculazioni che molte (troppe) case editrici a pagamento portano avanti da anni impunemente: questo è il vero scopo del “Manifesto contro il contributo editoriale”. 

Manifesto contro il contributo editoriale

in 10 punti nodali 

a cura di Aldo Moscatelli

 

  

1)

TESI

La richiesta di contributo è perfettamente legale da un punto di vista giuridico, e pone in evidenza il lato imprenditoriale della professione, dal momento che compito di un Imprenditore è massimizzare i profitti ed evitare le perdite, investendo se e quando ritiene giusto investire, prelevando fondi da terzi quando ritiene che le condizioni di mercato lo impongano.

ANTITESI

La richiesta di contributo è perfettamente illegale da un punto di vista etico, e pone in evidenza il lato meramente imprenditoriale della professione, dal momento che compito di un onesto Editore è innanzitutto massimizzare la qualità di ciò che pubblica ed evitare che esigenze di mercato annullino la funzione fondamentale dell’editoria coraggiosa: quella di dare spazio a chi lo merita davvero, indipendentemente dai soldi di cui lo scrittore esordiente dispone. Fattore, quest’ultimo, che nulla ha a che vedere col talento letterario.

SINTESI

In base alla vigente legislazione, un Editore è liberissimo di chiedere denaro a uno scrittore.

In base alla vigente legislazione, un Editore è liberissimo di non chiedere denaro a uno scrittore.

La questione, perciò, è innanzitutto deontologica.

Questo fattore, spesso dimenticato, ha delle ripercussioni che non possono essere sottaciute.

Innanzitutto occorre chiarire cosa si intende per “Editore”: Enrico Mistretta (docente di Sociologia, nonché esperto di promozione culturale per il Ministero degli Esteri, a Roma e a Bruxelles) definisce Editore, e specificatamente Editore di Cultura, colui che tutela “i libri che ritiene importante vengano letti, conosciuti o studiati […] In un Paese di grafomani, un editore lo si dovrebbe giudicare da quel moltissimo che rifiuta piuttosto che da quel tanto che pubblica” (E. Mistretta, L’editoria, Il Mulino, pagg. 38 e 45).

L’Editore, non avendo alcun obbligo di Legge, deve operare una scelta: esigere il contributo oppure rinunciarvi, facilitare la pubblicazione attraverso la richiesta-scorciatoia di una somma in denaro oppure investire di tasca propria (e in base alle proprie possibilità) su un numero “X” di Opere e Autori nei quali crede fermamente. L’importanza che egli attribuisce al libro presenta vari gradi d’intensità, nella misura in cui lo tutela. La prima tutela offerta a un’Opera letteraria riguarda l’investimento che la condurrà a perdere le caratteristiche del “manoscritto” per assumere quelle del “libro editato”. Se l’Editore investe in prima persona, la tutela di base offerta al libro è massima. Chiedendo all’Autore di investire in sua vece, la tutela di base è già carente, fino ad annullarsi completamente nei casi in cui è lo scrittore esordiente ad accollarsi in toto qualunque rischio di ordine economico. L’Editore che, al contrario, valuta con attenzione un manoscritto e desidera pubblicarlo a sue spese, con ciò stesso dimostra di credere fermamente nell’Opera e nel suo Autore: è questo il genuino lato imprenditoriale dell’editoria, quello che non prevarica sulle istanze culturali e qualitative della professione.

Allo stesso tempo, se è vero che (citando ancora una volta Mistretta) un editore lo si dovrebbe giudicare da quel moltissimo che rifiuta piuttosto che da quel tanto che pubblica, allora non è corretto definire “Editore” (e specificatamente “Editore di cultura”) chi, pur di entrare in possesso di una somma di denaro più o meno ingente, facilita la pubblicazione a getto continuo di Opere letterarie, indipendentemente dalla loro qualità.  

Attraverso il transfert – totale o parziale – di responsabilità operato dal contributo editoriale, l’Editore non è più Editore in senso stretto (poiché ha ceduto parte delle sue competenze allo scrittore); nondimeno, lo scrittore che accetta la proposta non è più scrittore in senso stretto (poiché si è assunto dei compiti che non gli competono in alcun modo).    

L’Editore che reclama il contributo editoriale, non solo mostra di credere ben poco nel potenziale dell’Opera e del suo Autore, ma esibisce anche un atteggiamento teso a considerare il libro un semplice oggetto di vendita.

Qui si gioca un’altra partita tra editoria a pagamento ed editoria non a pagamento: il valore attribuito al Libro, la sua stessa concezione. È chiaro che chi ne intravede unicamente le potenzialità commerciali, ragionerà su tutta la linea in termini commerciali e avanzerà la richiesta di contributo, che ai suoi occhi apparirà del tutto sensata. Chi invece considera il libro un oggetto con costi certi e ricavi incerti, e tuttavia differente da uno shampoo o da un frigorifero, restituirà al Libro il suo autentico e più profondo valore. Il libro è merce a tutti gli effetti, ma con un particolare valore sociale, di altissima utilità collettiva, e tale quindi da dover essere il più possibile salvaguardato (E. Mistretta, L’editoria, Il Mulino, pag. 14).

Stando così le cose, gli Editori che – attraverso il contributo – impongono agli Autori l’esborso di qualsivoglia somma di denaro, sviliscono la propria professione, il concetto di “libro” e finanche il ruolo dello Scrittore, cui non viene più chiesto semplicemente di dar fondo alla propria creatività, ma anche alle proprie risorse economiche.

Esemplificando: un Produttore Cinematografico onesto chiederebbe mai soldi a un Attore per consentirgli di lavorare in un film? No, perché è attraverso la sua arte (la recitazione) che l’Attore si guadagna la possibilità di entrare nel cast, così come uno Scrittore dovrebbe guadagnarsi la possibilità di entrare in un catalogo editoriale attraverso la propria arte (la scrittura).

Quel che altrove viene considerato “ricatto”, in ambito editoriale viene considerato “legittima  richiesta”.  

 

2)

TESI

Il budget di una casa editrice, specie se piccola e poco nota, troppo spesso non basta a coprire le spese derivanti dalla pubblicazione di un manoscritto. La richiesta di contributo non va quindi considerata una forma di lucro, ma un ausilio che l’Autore fornisce per coronare il proprio sogno.

ANTITESI

La corrente legislazione non solo non vieta la richiesta di contributo, ma non ne disciplina in alcun modo l’ammontare. Non vi sono tetti massimi o minimi. Chiunque può deliberatamente stabilirli.  Esattamente per questo motivo, in altri termini, chiunque è libero di fissare una cifra forfetaria che – in primo luogo – copra almeno le spese di stampa, ed eventualmente garantisca un introito immediato e ancor meno giustificabile, poiché estraneo alle vendite dell’opera. Allo stato attuale, dunque, gli scrittori esordienti non forniscono un ausilio: si sostituiscono all’Editore.

SINTESI

L’editoria ha costi elevati: questo è fuor di dubbio.

Che tale certezza giustifichi la richiesta di contributo, è invece altamente opinabile. Traslare la discussione dal piano “etico” a quello “economico”, infatti, è già di per sé un errore (e questo discorso, che non verrà più ripetuto, vale per tutti gli altri punti del presente Manifesto), dal momento che le implicazioni deontologiche, assolutamente primarie, vengono poste ad hoc in secondo piano. Da questo punto di vista, chi avanza una richiesta di 5.000 euro non è né migliore né peggiore di chi avanza una richiesta pari a 100 euro. Le case editrici che – in linea teorica – vanno incontro alle esigenze degli scrittori esordienti chiedendo di pagare piccole somme, da questo punto di vista non si differenziano in alcun modo.

Di recente un Editore a pagamento ha dichiarato: chiediamo agli autori di acquistare soltanto 80/100 copie del libro a un prezzo molto scontato, in modo che lo scrittore  possa avere anche un margine di guadagno. E so per esperienza che 100 copie vanno via facilmente.

Domanda: se 100 copie vanno via facilmente, perché allora incaricare lo scrittore di piazzarle? Se è tutto così semplice, per quale motivo non se ne occupa la casa editrice?

Ci sono poi Editori che operano così: stampano inizialmente una piccola tiratura e chiedono una piccola cifra all’autore. Poi stampano la seconda tranche, e chiedono un altro piccolo contributo. E così via. Anche in questo caso non cambia nulla, dal momento che si tratta di una banale dilazione di pagamento. Fra l’altro, basta sommare le varie cifre fornite all’Editore per comprendere meglio se si è trattato davvero di un piccolo aiuto. Qualora l’Editore pubblichi la seconda tranche soltanto in caso di esaurimento della prima tiratura, il discorso non cambia: se la prima tiratura non vende, egli si è comunque coperto le spalle col contributo, e a restare col proverbiale cerino in mano è l’Autore (vedi punto 7 del Manifesto).

Ad ogni modo, è già stato rimarcato come l’Editore non abbia obblighi circa il contributo editoriale: può chiederlo così come può tranquillamente rinunciarvi. Allo stesso modo, nessuna casa editrice è obbligata a mettere a repentaglio la propria sopravvivenza per pubblicare una o più opere. Se il budget ha dei limiti, occorre rispettarli e non pretendere che siano altri a porre rimedio.

Ergo: l’Editore a pagamento ragiona da grande Imprenditore quando deve fare i conti in tasca agli altri, ragiona da piccolo Editore quando deve fare i conti in tasca a se stesso. E dal momento che l’Editore fruga nelle tasche dello scrittore, sarebbe una gran cosa se anche gli scrittori esordienti frugassero nelle tasche dell’Editore a pagamento: l’Autore di un libro, cioè, dovrebbe essere libero di verificare la mancanza di liquidità dell’Editore che dichiara di necessitare dei soldi altrui per ristrettezze di budget, pretendendo di visionare la contabilità analitico-gestionale. Ma quanti editori a pagamento, davanti a una richiesta del genere, sarebbero disposti a rendere noto il proprio fatturato?

Esemplificando: una persona onesta, quando si reca al supermercato per fare la spesa, acquista prodotti in base ai soldi presenti nel proprio portafoglio. Se desidera ardentemente un oggetto al di fuori della sua portata, non lo ruba: vi rinuncia e basta.

Quel che altrove viene considerato “furto”, in ambito editoriale viene considerato “legittima richiesta”. 

 

insistono regolarmente, in sede contrattuale, sul fatto che senza aprire il portafoglio ormai non è più possibile coronare il proprio sogno, e che – guarda caso – le loro condizioni contrattuali sono le più vantaggiose sul mercato.

SINTESI

In base alla vigente legislazione, uno scrittore esordiente è liberissimo di fornire denaro a una casa editrice a pagamento.

In base alla vigente legislazione, uno scrittore esordiente è liberissimo di non fornire denaro a una casa editrice a pagamento.

La questione, perciò, è innanzitutto deontologica. Da questo punto di vista, chi accetta una richiesta di 5.000 euro non è né migliore né peggiore di chi accetta una richiesta pari a 100 euro.

La terminologia italiana appare meno efficace rispetto a quella inglese, quando si parla di editoria a pagamento. In inglese, infatti, viene utilizzata l’espressione vanity press: pubblicazioni offerte e accettate per assecondare la vanità di chi scrive. E in molti casi rende perfettamente l’idea.

Un luogo comune vuole però che chi pubblica a pagamento sia per forza di cose un incapace, e chi pubblica gratuitamente una penna talentuosa. Trattandosi di un luogo comune, non corrisponde a verità.

Ma il punto è un altro.

Nella transazione che conduce un Autore a pubblicare col contributo, l’elemento imprescindibile non è il talento, dunque il valore di ciò che si è scritto. In concreto si può essere lo scrittore più bravo del mondo, ma se non si ha a disposizione la somma richiesta (e la volontà di fornirla all’Editore), la transazione non si chiude. Ergo: il talento è elemento accessorio, quello economico trasforma un Autore “non pubblicabile” in Autore “pubblicabile”. È l’elemento discriminante. Discrimina, cioè, tra chi ha denaro e chi non lo ha, tra chi è disposto a piegarsi e chi no.

È questa la verità inconfutabile.Se ad esempio una casa editrice ha intenzione di varare una collana dedicata al romanzo noir, e cerca dieci scrittori da pubblicare, essa passerà al vaglio tutto il materiale giunto in redazione e stabilirà la rosa dei dieci autori cui fornire una chance di pubblicazione. Ammettiamo che sia rimasto libero un solo posto. Se la casa editrice è a pagamento, e offre l’ultimo contratto disponibile a un Autore di grandi capacità ma impossibilitato a fornire la cifra richiesta (o più semplicemente contrario per principio a tali proposte), il posto vacante verrà offerto immediatamente a un altro Autore e a un altro romanzo, non previsti nel progetto iniziale.

Ipotizziamo una parità di talento: a quel punto, cos’è che stabilisce chi è dentro e chi è fuori? Semplice: i soldi, e la volontà di fornirli all’Editore.

È evidente, in questo modo, che su base economica e quindi extra-letteraria, l’editoria a pagamento agevola alcuni scrittori e ostacola altri: non può dunque essere considerata in alcun modo una forma imprenditoriale ugualitaria e meritocratica.

Ed è questo il motivo principale per il quale tutti gli scrittori esordienti dovrebbero osteggiarla.

Nel momento in cui il pagamento del contributo viene considerato invece un “fatto” personale, senza tenere in considerazione quel che esso implica per un numero non indifferente di altre persone, ecco che scatta la vanity press: lo scrittore si ripara dietro la motivazione di non aver trovato nessuno disposto a credere in lui e la vanità ha la meglio su qualunque codice etico, sebbene in moltissimi casi non sia stata nemmeno presa in considerazione l’idea di aver cercato poco e male, o di aver scritto un’Opera che semplicemente non merita la pubblicazione, e che quindi è necessario migliorare (per migliorare al contempo se stessi). È preferibile illudersi di essere come Moravia. Si guarda al proprio orticello, e si dimenticano – o non si considerano affatto – conseguenze e implicazioni. Esattamente come colui che getta una cartaccia pensando che tanto una in più o una in meno non fa alcuna differenza. Per cui chi accetta di pubblicare un lavoro pagando una parcella di 100 euro, ritiene erroneamente di aver fatto un affare e di essersi rivolto a gente onesta, ignorando che col suo decisivo apporto ha rafforzato un sistema teso a conferire maggiore rilevanza ai soldi dello scrittore piuttosto che alle sue capacità. Un sistema che altrove, e ad altri scrittori, potrà concedersi il lusso di reclamare non 100 euro, ma 5.000, o 6.000, o anche più. Ignorando persino, e in ultima analisi, che chi oggi rafforza il sistema con 100 euro domani potrà pagarne le conseguenze e vedersi recapitare soltanto richieste di contributo pari a migliaia di euro.

Chi è causa del suo male, presente o futuro, pianga se stesso.   

Naturalmente chi non crede in valori quali l’uguaglianza e il merito, se ne fregherà e firmerà lo stesso il contratto, costruendosi un curriculum di pubblicazioni conquistate a suon di assegni. Curriculum che, va da sé, non impressionerà nessuno, dal momento che – come è stato dimostrato – una pubblicazione a pagamento è una pubblicazione fondata su meriti extra-letterari.

L’editoria seria dovrebbe, già di suo, impedire il proliferare di tali forme di vanità, giacché la pubblicazione di un libro dovrebbe presentare una serie di elementi, presupposti e finalità che nel caso della vanity press nulla hanno a che vedere con la scrittura artisticamente intesa.

Coloro i quali, pur non possedendo nemmeno le basi, si divertono ad imbrattare qualche foglio di carta con lo scopo di gongolare in seguito al cospetto di amici, parenti e conoscenti, non dovrebbero usufruire di una scorciatoia – perché il pagamento del contributo editoriale è fondamentalmente questo: una scorciatoia –  rispetto a chi impiega il proprio tempo per crearsi uno stile, una competenza tecnica di rilievo e (in definitiva) dare vita a un libro dignitoso. E questo discorso vale per tutti i generi letterari, e per tutti i libri, compresi quelli di facile fruizione. L’editoria a pagamento, che in molti casi non legge nemmeno i manoscritti degli Autori ed offre un contratto a prescindere, preferisce sempre più spesso mettere fretta allo scrittore, lodare un manoscritto con palesi lacune, lasciare intendere che il pagamento del contributo è condizione propedeutica per la pubblicazione, e che alternative non ce ne sono. In una sola parola: mente.

Ancor più pericoloso è fornire una singola giustificazione a qualsivoglia casa editrice a pagamento: perché (ad esempio) se giustifichiamo chi pretende il contributo in virtù di pubblicazioni poco appetibili al grande pubblico, ci sarà qualcun altro che giustificherà chi chiede il contributo per limiti di budget, e quelle che lo reclamano perché lavorano bene, e quelle che sostengono che lo fece pure Moravia, o quelle che però hanno l’onestà di dirtelo prima, e così via.

È la mancanza di una posizione ferma nei riguardi della richiesta di contributo ad aver agevolato il proliferare delle case editrici a pagamento e la nascita di variabili sempre più mortificanti per l’arte letteraria: per cui oggi non viene più chiesto semplicemente del denaro da fornire in comode rate mensili (come se la pubblicazione di un libro fosse paragonabile alla compravendita di una lavatrice), ma emergono una serie di condizioni viepiù paradossali. Mettendo da parte il fatto che è sempre più frequente la richiesta di denaro presso minorenni, individui che per ovvie ragioni spesso ignorano tutto quel che si nasconde dietro un contratto editoriale, va notato come tale istanza venga ormai reclamata nei modi più fantasiosi: ci sono case editrici che giustificano un esborso per apporre il codice ISBN, altre che lo pretendono per pagare il distributore, o per l’editing, altre che ne sostengono la necessità per ragioni legate alla registrazione del contratto, altre che obbligano lo scrittore ad acquistare i resi, e molto altro ancora. Qualche anno fa, un editore contattò persino una serie di scrittori garantendo la pubblicazione a coloro che gli avrebbero fornito i soldi per svolgere una costosissima indagine di mercato, a suo dire assolutamente necessaria.

Di questo passo, un giorno ci saranno Editori che pubblicheranno uno scrittore soltanto se quest’ultimo si renderà disponibile a lavargli ogni giorno la macchina…

Dal punto di vista dell’Editore a pagamento, insomma, ci sono tanti buoni motivi per reclamare il contributo. È allora necessario che gli scrittori esordienti maturino un’etica forte nei riguardi di questa problematica, in modo da comprendere che per ogni motivazione apparentemente valida per accettare un contratto a pagamento, ce ne sono almeno due per rifiutarlo.

Marc Connelly disse una volta: “Meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico, che scrivere per il pubblico e non avere se stessi”.

Ed è esattamente quello che ogni scrittore davvero capace, o desideroso di diventarlo, dovrebbe pensare, per poi agire di conseguenza.

Se l’editoria a pagamento sollecita impazientemente la chiusura di un accordo contrattuale, allora c’è un buon motivo per temporeggiare e rifletterci a fondo.

Se l’editoria a pagamento decanta le qualità di un manoscritto, magari limitandosi a generici ma entusiastici commenti, allora c’è un buon motivo per chiedersi se quelle lodi hanno scopi reconditi.

Se l’editoria a pagamento offre un contratto a prescindere dalla qualità di quel che si è scritto, allora c’è un buon motivo per interrogarsi sui motivi dell’offerta.

Se l’editoria a pagamento invia un contratto a uno scrittore che aveva chiesto un sincero parere soltanto pochi giorni prima, allora c’è un buon motivo per chiedersi se il manoscritto è stato letto davvero.

Se l’editoria a pagamento dichiara che non ci sono alternative alla pubblicazione con contributo, allora c’è un buon motivo per verificare se è vero.

Se l’editoria a pagamento sostiene che la richiesta di denaro, in qualunque forma e modalità, è NORMALE, allora c’è un buon motivo per rifiutare il contributo editoriale in qualunque forma e modalità, e chiedersi allo stesso tempo se non sia meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico piuttosto che scrivere per il pubblico e non avere se stessi.

 

L’editoria a pagamento morirà il giorno in cui sarà chiaro a tutti che persino un singolo Editore, nel momento in cui riesce a speculare sulle sincere speranze di uno scrittore, arreca danno all’intero sistema editoriale.

L’editoria a pagamento morirà il giorno in cui sarà chiaro a tutti che persino un singolo Autore, nel momento in cui firma un contratto con richiesta di contributo, infligge una dura sconfitta all’intera categoria degli scrittori esordienti.

 

 

 

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manifesto contro il contributo editoriale by aldo moscatelli is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

 

April 16

UN MANTOVANO SCRITTORE

 

 

Avevo già scritto di questo bravo scrittore. Avevo detto che anche lui come mè è di Mantova.   Cosiglio di nuovo di leggere il suo bellissimo romanzo e a tal proposito inserisco la trama qui.

Il fuoco della Fenice
Luca Azzolini

In un remoto futuro, in cui il Sole, che è diventato così grande da riempire il Cielo, è adorato come un Dio e la Terra è ridotta ad uno sterile deserto, l’umanità è costretta a vivere in una grande megalopoli dove il divario tra le classi sociali è altissimo.
In un collegio per orfani, nella parte più povera della città, è nascosta Twil, la ragazza dagli occhi rossi, che è tormentata da inspiegabili incubi, che non ricorda niente del suo passato e che non sa di essere la prescelta per un antico rito da cui dipendono le sorti dell’intero pianeta. Dentro la ragazza si cela infatti un potere enorme, immenso, come quello del Sole che sovrasta la Terra; e Twil, durante le mille peripezie e attraverso l’aiuto del giovane Alcor, con il quale instaurerà una profonda amicizia, dovrà decidere in quale modo utilizzarlo.

Un romanzo fantasy di indiscussa qualità, che affascinerà il lettore non solo per il mondo fantastico in cui è ambientata la storia e per le straordinarie creature che la popolano, ma anche per le vicende più umane e quotidiane che, indipendentemente dall’epoca, animano i cuori degli adolescenti.

 

COMPRATELO!!!

LEGGETELO!!!

PARLATENE QUI!!!

 

April 11

PER NON DIMENTICARE MAI

 
IERI SI SONO SVOLTI ALL'AQUILA I FUNERALI DI STATO DELLE VITTIME DEL TERREMOTO.  ADESSO I MEDIA PIAN PIANO SI DIMENTICHERANNO DELLE PERSONE PERCHE' LA COSA NON FARA' PIU' NOTIZIA.
 
IO SPERO CHE GRAZIE ALLA RETE INVECE,QUESTE PERSONE NON VERRANNO DIMENTICATE. NON SO' SE BERLUSCONI STI FACENDO QUELLO CHE STA' FACENDO SOLO PER AVERE PIU POPOLARITA' O PERCHE' ANCHE LUI HA UN CUORE E QUINDI CI TIENE VERAMENTE AD AIUTARE. NON VOGLIO FAR POLEMICHE. AUGURO CHE TUTTI GLI ABRUZZESI CHE HANNO PERSO CIO' CHE DI PIU CARO AVEVANO,POSSANO TROVARE QUELLA FORZA PER RIALZARSI E ANDARE AVANTI. OGNUNO DI NOI PUO' AIUTARE ANCHE SOLO CON UN EURO  SE LO FACESSIMO TUTTI ARRIVEREBBERO DAVVERO TANTI SOLDI E LA POSSIBILITA' DI RICOSTRUIRE AL PIU PRESTO.
 
 
E' MOLTO CHE NON SCRIVO MA OGI MI SNO SENTITO IN DOVERE DI ESSERE VICINO A QUESTE PERSONE DOPO CHE IERI MI SONO COMMOSSO DAVANTI ALLA TV NEL VEDERE TUTE QUELLE BARE E LA DISPERAZIONE SUI VOLTI DELLE PERSONE. NON DIMENTICHIAMOCI CHE SONO PERSONE E NON NOTIZIA DA PRIMA PAGINA E BASTA!!!   ALMENO NOI DELLA RETE LASCIAMO SEMPRE LO SPAZIO PER PARLARE DI LORO E PERCHE' NON VENGANO ABBANDONATI.
 
 
BUONA PASQUA A TUTTI
SEMPRE CHE LO SIA
April 01

AUGURI AD UN NUOVO SCRITTORE

 
 

Il Fuoco della Fenice, l’esordio fantasy di Luca Azzolini

Saprai controllare il tuo potere? Arriva in libreria, il 19 febbraio, un nuovo esordio nel mondo del fantasy italiano. Un romanzo in bilico fra urban-fantasy e antiche leggende. L'avventura di una giovane ragazza il cui passato è scritto nelle stelle, fissato dal destino in una sfida che aspetta soltanto di essere colta.

Il Fuoco della Fenice (2009), di Luca Azzolini

Non c'è notte tanto grande

da non permettere al sole

di risorgere il giorno dopo.

 

“In un remoto futuro, in cui il Sole, che è diventato così grande da riempire il cielo, è adorato come un Dio e la Terra è ridotta a uno sterile deserto, l’umanità è costretta a vivere in una grande megalopoli dove il divario tra le classi sociali è altissimo. In un collegio per orfani, nella parte più povera della città, è nascosta Twil, la ragazza dagli occhi rossi, che è tormentata da inspiegabili incubi, che non ricorda niente del suo passato e che non sa di essere la prescelta per un antico rito da cui dipendono le sorti dell’intero pianeta. Dentro la ragazza si cela infatti un potere enorme, immenso, come quello del Sole che sovrasta la Terra; e Twil, durante le mille peripezie e attraverso l’aiuto del giovane Alcor, con il quale instaurerà una profonda amicizia, dovrà decidere in quale modo utilizzarlo.”

 

“Un romanzo fantasy di indiscussa qualità, che affascinerà il lettore non solo per il mondo fantastico in cui è ambientata la storia e per le straordinarie creature che la popolano, ma anche per le vicende più umane e quotidiane che, indipendentemente dall’epoca, animano i cuori degli adolescenti.”

 

Il Fuoco della Fenice (La Corte Editore, 2009), volume d’esordio di Luca Azzolini (in libreria dal 19 febbraio 2009), è un romanzo nel quale l’urban-fantasy si fonde con gli antichi miti dell’umanità e la tradizione del genere fantasy, rivisitandoli. Cosa nasconde la Grande Metropoli fra i suoi palazzi di cemento scuro e i vapori miasmatici? Cos’è il rito che i fanatici del Sole chiamano Via delle Fiamme e della Cenere? Chi è la misteriosa Predicatrice che impone la sua distorta religione? Perché proprio Twil scatena le ossessioni dei fanatici?

 

Ed è proprio quando infine ogni cosa precipita, e non ci si può più fidare


Luca Azzolini

di nessuno, che Twil scoprirà a sue spese le risposte a queste domande, e che la realtà di tutti i giorni è soltanto uno sfocato riflesso della verità. Tutto, e il contrario di tutto, è pronto a ribaltarsi, cambiare faccia e forma.

 

"Sole e Luna. Fuoco e Ghiaccio. Twil e Alcor. Un romanzo da cui è impossibile distaccarsi". Francesco Falconi.

 

L’autore. Luca Azzolini nasce il 21 maggio 1983 a Ostiglia, in provincia di Mantova. Laureato con lode in Scienze dei Beni Culturali, partecipa e collabora con la casa editrice Delos Books di Milano, scrivendo sulla rivista FantasyMagazine. Ha pubblicato una ventina di racconti su riviste e antologie cartacee, e oltre 200 fra articoli, interviste e recensioni. È curatore dell’antologia urban-fantasy Sanctuary (che raccoglie alcuni dei migliori autori fantasy italiani di oggi, in uscita per aprile-maggio 2009). Il Fuoco della Fenice è il suo primo romanzo.

 

Il Fuoco della Fenice di Luca Azzolini (La Corte Editore, 19 febbraio 2009), collana Labyrinth, ISBN 978-88-96325-02-5, euro 14.90, pag. 250.  

February 17

GENERE FANTASY

Gli eroi del crepuscolo

Il 23 maggio prossimo a Roma, presso il Liceo Ginnasio Statale Pilo Alberelli, la presentazione del libro fantasy 'Gli Eroi del Crepuscolo' di Chiara Strazzulla, giovane talento esordiente di casa Einaudi

Gli eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla ingrandisci

C’era una volta Giulio Einaudi Editore, una grande casa editrice italiana che, fin dal suo esordio sulle scene nel lontano 1933, non aveva mai pubblicato libri fantasy, né aveva mai accarezzato l’idea di farlo.

 

Quasi sessant’anni più tardi, nella piccola città di Augusta, nasceva Chiara Strazzulla, la scrittrice, ora diciassettenne, che avrebbe fatto cambiare idea al colosso editoriale, convincendolo — grazie alla solida validità della propria proposta — a inaugurare appositamente una nuova stagione e ad avventurarsi nell’inesplorato territorio della fantasia, sulla scia dell’avvincente romanzo intitolato Gli eroi del crepuscolo.

 

Prima ancora di sfogliare il contenuto del volume, è dunque questa l’immediata vicenda fiabesca che colpisce il lettore. Ma l’aneddoto reale è solo un piccolo anticipo dell’immersione in una dimensione magica, garantita per ben 768 pagine, attraverso avventure ambientate in un mondo vastissimo e affascinante, dove i popoli più diversi coesistono ma si muovono in bilico fra la scelta cruciale della costruzione di una nuova armonia o della rovina di un conflitto devastante. Una storia robusta e avvincente, che fa perno sull’affascinante tema del doppio, grazie a due umanissimi protagonisti, Lyannen e Slyman, pieni di dubbi, contraddizioni e paure alla stregua di tutti noi. E che diventeranno eroi seguendo l’unica ricetta possibile: trovando dentro sé la ‘magia’ per sconfiggere il Male, esattamente come accade, fuor di metafora, nella lotta quotidiana dell’esistenza di ciascuno di noi.

La storia

Da anni gli Eterni sono in guerra contro i goblin: dal fronte arrivano


I due protagonisti del romanzo, Gli eroi del Crepuscolo ingrandisci

notizie sconfortanti. Ma quando il Signore delle Tenebre rapisce la figlia del re, Eileen, tutto precipita. Eileen è la ragazza che Lyannen ama. Un amore impossibile, perché lei è una principessa Eterna e lui soltanto un mezzomortale: un diverso. Anzi, un errore. Lyannen è tutt’altro che un eroe. Non può combattere al fronte per il suo popolo, invidia i suoi fratelli e tutti gli Eterni. Ma spinto dall’amore parte con un gruppo di amici in cerca di Eileen.

 

La Compagnia dei Rinnegati — così si fanno chiamare — è disposta a tutto pur di salvare la principessa, il Reame e la Bianca Capitale Dardamen. A Dardamen, Slyman non è mai stato. Non sa da dove viene né di chi è figlio, non è mai appartenuto a nessuno, se non al Solitario, l’uomo che lo ha allevato. Tutto quello che sa glielo ha raccontato lui. Slyman non è un eroe. Ma quando il Solitario gli chiede di andarsene, raggiungere

la Compagnia dei Rinnegati e unirsi a loro, lo fa come se avesse aspettato quel giorno da sempre. È il suo destino. Lyannen e Slyman sono i protagonisti di un viaggio avventuroso pieno di imprevisti e pericoli.

 

Come può un mondo diviso, in perenne conflitto, che stigmatizza la diversità, sopravvivere all’attacco di una delle più terribili forze del Male che si siano mai viste? Come può un adolescente da sempre in lotta con sé e con ciò che lo circonda, convinto di essere un reietto, uno sbaglio, vincere le proprie paure e mettersi a capo di una missione capitale?

 

Da Dardamen con le bianche guglie che risplendono al sole come cristallo, a Mymar nei Boschi con le case scavate dentro gli alberi, a Cascata delle Fate dove è sempre notte e ci sono sempre le stelle, alle Paludi Bianche con il tanfo di umido e le fastidiose zanzare, all’Ultima Città costruita sulla roccia, alla fortezza di Syrkun, avamposto militare di pietra nera... Il percorso dei Rinnegati sarà pieno di assalti e insidie, ma


Un'immagine ispirata al romanzo di Chiara Strazzulla

anche di incontri provvidenziali: tra centauri, golem di foreste, amazzoni, pixies, droqq...

L'autrice

Chiara Strazzulla ha diciassette anni e con questo romanzo d’esordio dal ritmo narrativo sorprendente, ci catapulta in un mondo vastissimo e multiforme, abitato da diverse etnie e culture, e ci racconta una guerra di idee oltre che di popoli, che si rifà tanto all’epica greca quanto alle

mitologie nordiche.

 

L'autrice ci immerge così con maestria nel flusso di pensieri dei personaggi: l’introspezione è una novità nel genere fantasy, ed è un nodo cruciale per un libro che è anche romanzo di formazione. Soprattutto, mette al centro del suo primo romanzo un tema di scottante attualità: la possibilità, forse non utopica, di una convivenza pacifica e solidale tra i popoli. Gli eroi di Chiara Strazzulla sono scartati, disertori, isolati, traditori, seppure a fin di bene: tutt’altro che gli eroi sterotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati. Ma è proprio grazie all’incontro spesso casuale — o fatale — di questi ripudiati, che ciascun personaggio impara a combattere la propria tenebra personale. E proprio la loro unione si rivela l’unica possibilità di annientare il Male.

La presentazione

La presentazione ufficiale del volume è fissata per venerdì 23 maggio alle ore 10,30 a Roma, presso il Liceo Ginnasio Statale Pilo Albertelli in V.le D. Manin 72.

 

Si tratta dell’istituto frequentato dalla giovane scrittrice, che per l’occasione leggerà brani del romanzo, converserà col magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, e risponderà alle domande del pubblico presente.

Per ulteriori informazioni

·  Ufficio stampa Giulio Einaudi Editore: tel. 011 5656248

 

·  Liceo Ginnasio Statale Pilo Alberelli: tel. 064819575

February 07

DEDICATO A ELUANA



DEDICATA A ELUANA

Eluana, piccolo fiore

Tu sei la prediletta

al cuore del Signore.

 

Tace la tua voce

mentre sei distesa

sul legno della croce.

 

La tua luce splende

nella notte oscura

di un mondo che non comprende.

 

Il tuo cuore è una sorgente

che emana amore

sul freddo della gente.

 

Tu sei un tesoro

molto più prezioso

di un forziere d'oro

 

Una mano che rapina

al tuo letto si è avvicinata

nella penombra della mattina.

 

Anche tu, come Gesù,

griderai "Ho sete!"

prima di volare lassù.

 

Ottienici in dono

quando entrerai in cielo

la grazia del perdono.

 Padre Livio

February 06

ECCO COME DOVREBBE ESSERE




Questo dovrebbe essere un titolo dei giornali… non la spazzatura che ci propinano ogni giorno!

È una storia dura ma che riscalda il cuore… con una foto di John Gebhardt in Iraq.
La moglie di John Gebhardt's, Mindy, ha detto che l’intera famiglia di questa piccola bambina è stata sterminata. Gli insorti volevano uccidere anche la bambina e così le hanno sparato alla testa… ma non ci sono riusciti. È stata curata nell’ospedale di John e adesso sta guarendo ma continua a piangere e a lamentarsi. Gli infermieri hanno detto che John è l’unico che sembra riuscire a calmarla per cui John ha passato quattro notti tenendola in braccio mentre tutti e due dormivano su quella sedia. La bambina continua a migliorare.

John è un vero eroe di guerra e rappresenta ciò che il mondo occidentale sta cercando di fare.

Questo, amici, merita di essere condiviso con il mondo! Fatelo!

Non vedrete mai cose del genere al telegiornale. Fatelo girare. Se non lo fate non succede nulla ma la gente ha bisogno di vedere foto come questa e di rendersi conto che stiamo facendo la differenza. Anche se si tratta semplicemente di una piccola bambina per volta.
February 04

RISPETTIAMO LA VITA DI ELUANA

 

SE FOSSIMO IN GRADO DI DECIDERE OGNI COSA SAREBBE BELLO. UNA SOLA COSA NOI NON ABBIAMO POTERE DI SCETA.  LA VITA CI E' STATA DATA E NON ABBIAMO IL DIRITTO DI TOGLIERLA

CI SONO PERSONE CHE LOTTANO PER RIMANERE ATTACCATI ALLA VITA  E NOI VOGLIAMO TOGLIERE LA VITA DI  ELUANA. IL PADREDICE CHE LEI NON AVREBBE DESIDERATO VIVERE COSI' IO DA PADRE DICO CHE E' LUI CHE NON CE LA FA' PIU A VEDERLA COSI' E LO CAPISCO. MA PITTOSTO CHE NON VEDERLA PIU' DEL TUTTO NON SAREBBE MEGLIO TENERL AVICINO A SE. NON E' EGOISMO VISTO CHE NON C'E' ACCANIMENTO TERAPEUTICO NEI CONFRONTI DELLA DONNA.

IO NON MI PERMETTO DI GIUDICARE QUELLO CHE E' GIUSTO O SBAGLIATO...  MA IO SONO PER LA VITA. ALMENO IN QUESTO CASO.

4 Febbraio 2009
INTERVISTA
Parla la vedova Coletta:
vi racconto Beppino ed Eluana
 
Margherita Coletta
insieme al marito Giuseppe
Ha chiamato ancora papà Beppino ieri mattina poco prima delle nove: «Ma nemmeno l’hai accompagnata E­luana?», gli ha detto subito. Mar­gherita Coletta è la vedova di Giu­seppe, carabiniere assassinato a Nasiriyah il 12 novembre 2003, nel­l’attentato che spazzò la base ita­liana "Maestrale", carabiniere che non aveva mai ucciso e che sce­glieva le missioni all’estero per aiu­tare i bimbi più indifesi, quelli col­piti dalla guerra. Lo faceva per ri­trovare il sorriso di suo figlio Pao­lo, morto a sei anni stroncato dal­la leucemia: «Quando capimmo che era finita e i medici ce lo spie­garono chiaramente – racconta lei – facemmo interrompere la che­mioterapia». Margherita in questi mesi è volata dalla Sicilia a Lecco per andare a trovare Eluana, accompagnata da Beppino.

Spesso e a lungo l’ha ac­carezzata, l’ha baciata, le ha parla­to. E spesso ha parlato col papà, scontrandosi anche duramente, ma senza che mai lui le negasse il dialogo: in qualche modo for­se sono diventati amici. Ecco perché ancora ieri mattina lei gli ha telefonato dicen­dogli: «Speravo che coi gior­ni fossi rinsavito».

Cos’ha provato, Margherita, entrando nella stanza di E­luana?
La prima volta mi sono fermata sulla soglia della sua porta. Pen­savo di essere più forte. Ho re­spirato a fondo, poi sono entra­ta. Quando l’ho vista, abituata com’ero alle foto di lei ragazza, mi ha scosso, oggi è una don­na. Ma poco dopo è diventa­to tutto così normale, come fossi a trovare una persona in ospedale. Anzi, ho senti­to tanta dolcezza e nessun ribrezzo o pena. Né ho visto alcun 'sacco di patate', co­me qualcuno descrisse E­luana, ma una persona che è tutt’altro. Una persona.

La sensazione più bella?
Quando l’ho accarezzata. Con la sensazione netta, net­tissima, che lei avvertisse le carezze. Certo è che pensavo d’andare a dare io a lei, inve­ce ho ricevuto assai più di quanto le abbia dato.

Cosa?

La maggiore certezza nelle cose in cui credo. La con­sapevolezza che non si può ridurre una persona alla sua forma fisica.

Papà Beppino la accom­pagnava in quella stan­za?
Sì. La prima volta che l’ho incontrato mi ave­va fatto molta tenerez­za: pensavo a mio ma­rito Giuseppe, a quan­do è morto nostro fi­glio. E poi mi sem­brava quasi di parla­re con mio padre: mi diceva «sei una bir­ba».

Adesso è cambiato qualcosa?
Rispetto comun­que Beppino e provo sempre grande affetto per lui. Ma non è giusto quello che sta facendo. I figli non sono di nostra proprietà: ci sono soltanto affida­ti. Ci prendiamo cura di loro, li aiu­tiamo, li assistiamo e semmai li ac­compagniamo alla morte, prepa­randoli se deve accadere, anche da piccoli. Ma lui non si rende conto di tutto questo, si sente incapace di tornare indietro: credo sia so­prattutto lui in uno stato simile a quello vegetativo. Quando si risveglierà da questo torpore si renderà conto e starà male, tanto.

Lei che rapporto ha, Margherita, col papà di Eluana?
Ci siamo confrontati tante volte, ma è sempre stato cortese con me. È convinto di quanto fa, for­se perché non vede più Eluana come lui la vorrebbe. Ma a me pa­re evidente che in qualche modo sia stato plagiato da tanta gente alla quale non interessa nulla di Eluana. E lui ora è strumentaliz­zato, è finito in un vortice: ha an­che momenti nei quali io credo vorrebbe tornare indietro, perché non pare convinto fino in fondo di quanto sta facendo, ma non ne ha la forza.

Com’era trattata Eluana nella ca­sa di cura lecchese?
Come una regina. Le suore che le stanno accanto ogni giorno la cu­rano, la lavano, la profumano, la portano a spasso sulla carrozzella. Addirittura la depilano, perché E­luana come ogni ragazza non sop­portava d’avere peli sulle gambe.

E come sta?
Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuo­re batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sor­ride e altri nei quali forse socchiu­de gli occhi. Ma quanti sanno dav­vero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in di­ciassette anni non ha preso un an­tibiotico?

La notte scorsa hanno portato E­luana a morire: lei, Margherita, co­sa sta provando?
Ho un pugnale dentro. Prego, spe­ro fino all’ultimo che lui si renda conto di quel che sta facendo. Quanto sia sbagliato. Quanto non sia paterno. Quanto non sia uma­no. Io so che lui soffre dentro di sé, e tanto.

Ci ha parlato appena ieri mattina: secondo lei cosa prova Beppino?
Non so come possa vivere con un peso addosso come questo: Elua­na da diciassette anni è in quelle condizioni, ma lui fino a ieri mat­tina non si era mai svegliato sa­pendo che sua figlia sta per mori­re.

Come mai, Margherita, lei e suo marito Giuseppe decideste d’in­terrompere la chemioterapia a vo­stro figlio?
Paolo ne aveva fatti quattro cicli, ne mancavano due, ma ormai il male a­veva invaso tutto il suo corpo e i medi­ci ci spiegarono be­ne la situazione. I dolori e il vomito e tutte le devastazio­ni provocate dalla chemio a quel pun­to sì che sarebbero stati accanimento terapeutico: così ci fermammo, affi­dandoci e affidando Paoletto a Dio.

Perché invece con Eluana non ci sarebbe accanimento terapeutico?
Ma Eluana non ha una malattia, non è terminale, non ha un dolo­re, non ha un macchinario nella stanza, non c’è nulla che possa far pensare ad un accanimento per te­nerla in vita! È accudita, curata, a­mata. La si deve solamente aiuta­re a mangiare! Beppino però sostiene che la mor­te di Eluana servirà a liberarla... Liberarla da cosa? Come fa lui a sa­pere che lei è in catene? Una per­sona che soffre lo si vede. Non lo capisco proprio cosa voglia dire Beppino, cerco di sforzarmi, ma non ci arrivo.

Quella giovane donna da ieri è ri­coverata nella sezione maschile del "Reparto Alhzeimer" della cli­nica udinese "La Quiete"...
Ma si rende conto?! È lì, da sola, con nessuno che la conosce, che l’ha curata, che la ama, perché le suo­re di Lecco la amano: se sapesse ie­ri sera ( lunedì, ndr) quando ho chiamato suor Rosangela come piangeva. Anzi, mi permetta di rin­graziare proprio le suore della ca­sa di cura "Beato Talamone" e tut­te le persone che per quindici an­ni hanno avuto quella tale cura per Eluana.

Margherita, ma perché lei decise d’andare a trovarla?
Non lo so. Una sera ero a casa, ho visto la notizia al telegiornale e ne ho avuto il desiderio. So di non valere nulla, ma ho cercato il nu­mero di Beppino, perché volevo fargli sentire la mia vicinanza. L’ho chiamato, gli ho spiegato chi ero e che sarei stata felice se avessi potuto incontrare Eluana. Lui fu molto gentile, mi disse: «Signora, davanti al suo dolore m’inchino e mi fa piacere se viene». Appena poi arrivai a Lecco, mi chiese su­bito: «Margherita, tu da che par­te stai?».

Lei cosa gli rispose?
«Beppino, io non sto dalla parte di nessuno: sono venuta a trovare E­luana come se tu fossi venuto a tro­vare un mio parente caro»: andai da lei non per far cambiare idea a Beppino né per altro, solo perché mi era sembrato giusto farlo.

Come mai lei ha accetta­to di raccontare tutto que­sto solamente adesso?
Beppino sa che io non a­vrei mai detto nulla e l’ha visto finora. Però è giunto il momento di dare voce a Eluana.

Un’ultima domanda, Margherita: ha speran­ze per Eluana?
La prima volta andai a trovarla nel novem­bre scorso: le promisi che sarei tornata per Natale e Beppino, certo e tranquillo, mi disse: «A Natale non ci sarà più». Io le sussurrai nell’orec­chio sotto voce «non ti preoccupare, ci rivedia­mo» e così poi è stato.
Pino Ciociola
 
 
DAL QUOTIDIANO AVVENIRE DI OGGI
 
 
PENSIAMOCI PRIMA DI STACCARE UNA "SPINA"

January 22

ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO

A VOLTE CI SENTIAMO IMPOTENTI DI FRONTE A COSE CHE L'ITALIA FA', COSI CI DIMENTICHIAMO CHE INVECE L'ITALIA HA UN ORGOGLIO E IO MI SENTO ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO E DI MOSTRARE LA MIA BANDIERA AL MONDO PERCHE' ABBIAMO PERSONE E COSE PER CUI VALE LA PENA SENTIRSI ORGOGLIOSI.
RICORDIAMO ANCHE QUELLE COSE...NON SOLO QUELLE SPIACEVOLI.....
 
                                                                                 GUARDIAMO INSIEME IL VIDEO !!!!
 
 
 
January 02

UNA GRANDE SFIDA

 

FINALMENTE HO INIZIATO A SCRIVERE IL MIO LIBRO.

 

IL 2009 SARA' PER ME UN ANNO DAVVERO IMPEGNATIVO, DEVO METTERE SU CARA CIO' CHE DA ANNI HO ALL'INTERNO DELLA MIA TESTA. NON SARA' AFFATTO FACILE, SOPRATTUTTO QUANDO DEVI CONCLIARE TANTE COSE. IL LAVORO, LA FAMIGLIA, LO SPORT ED INFINE LA MIA PASSIONE, IL GENERE FANTASY.

 

FINALMENTE MI SONO DECISO!!! HO INIZIATO IERI A METTERE SU CARTA IL MIO PRIMO LIBRO. NON SO' SE MAI QUALCUNO LO LEGGERA O ME LO PUBLICHERA', IO PERO' CE LA METTERO' TUTTA PERCHE' UN GIORNO I MIEI FIGLI POSSANO LEGGERLO ED IMMEDESIMARSI NEI PERSONAGGI CHE DESCRIVO.

SARA' UNA SFIDA LUNGA E DIFFICILE CON MOMENTI I SCONFORTO MA CI VOGLIO RIUSCIRE. VOGLIO FINALMENTE CHE QUALCUNO SIA ORGOGLIOSO I ME E DI QUELLO CHE FACCIO. SCRIVO QUESTO PERCHE' SE MAI UN GIORNO IL LIBRO FOSSE PUBLCATO, VOGLIO GIA' DA ADESSO DIRE CHE CI HO MESSO TUTTO IL MIO IMPEGNO AFFINCHE' RISULTASSE UN'OPERA DI GRANDE SPESSORE. A VOLTE DAL NULLA POSSONO NASCERE GRANDI COSE.

 

MI FACCIO DA SOLO UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO.

December 31

TIRIAMO LE SOMME

 
 
ANCHE QUEST'ANNO TIRIAMO LE SOMME E CI CHIEDIAMO COSA ABBIAMO FATTO DI BUONO NEL 2008.
 
CI CHIEDIAMO COSA CI RISERVERA' IL 2009, BUONI PROPOSITI LI ABBIAMO TUTTI. MOLTO HANNO PAURA PERCHE'  MAS MEDIA CONTINUANO A DIRCI CHE IL 2009 SARA' UN'ANNO TERRIBILE, MA IO CREDO CHE SIAMO NOI A COSTRUIRCI IL FUTURO E CREDO INOLTRE CHE NON CI DOBBIAMO SPAVENTARE. DOBBIAMO SOLO RIABITUARCI A VIVERE IN MANIERA PIUì SEMPLICE E MENO CONSUMISTICA.
FORSE PER MOLTO SARA' UN'ANNO DIFFICILE, PER ALTRI UN'ANNO BUONO, QUEST'ANNO MOLTO NON FESTEGGERANNO CAPO D'ANNO PERCHè PREFERISCONO SVOLGERE QUALCHE ATTIVITA' DI VOLONTARIATO IN MEZZO AI POVERI.
 
AUGURO COMUNQUE A TUTTI UN FELICE CENONE E UN BUON INIZIO ANNO.
 
A TUTTI COLORO CHE LO FESTEGGIERANNO A TUTTI COLORO CHE LO PASSERANNO LAVORANDO E A TUTTI COLORO CHE NON LO FESTEGGERANNO AFFATTO.
 
FACCIAMOCI CORAGGIO E AFFRONTIAMO L'ANNO NUOVO CON LA MASSIMA FIDUCIA.
 
 
BUON ANNO A TUTTO IL MONDO!!!!
December 26

QUANDO E' BELLO AVERE DEGLI OMONIMI

 
 
 
 
 
Sabato 22 settembre 2007 alle ore 11,30 si svolgerà la cerimonia di intitolazione della nuova piscina comunale al concittadino Mauro Fantini, a 17 anni dalla scomparsa.
Alla cerimonia saranno presenti il senatore Vidmer Mercatali, l'onorevole Gabriele Albonetti, il Presidente della Provincia di Ravenna Francesco Giangrandi e il Sindaco di Cervia Roberto Zoffoli.
L'amministrazione comunale, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione con la Cooperativa Culturale "Aurelio Saffi", ha ritenuto giusto e doveroso dedicare a Fantini una struttura così importante della città, perché nonostante scomparso a soli 35 anni, ha lasciato una impronta significativa nella vita politica e democratica del nostro territorio comunale, provinciale e nell'intero paese, ricoprendo importanti cariche politiche e istituzionali.
Mauro Fantini, dopo essersi laureato a peni voti in Economia e commercio, oltre ad esercitare come libero professionista, si è dedicato con impegno e passione alla vita politica, diventando consigliere provinciale, assessore provinciale alla cultura, inoltre è stato il più giovane Presidente della Provincia di Ravenna.
Durante lo svolgimento di queste attività, si è meritato la stima di tutte le forze politiche, che ne hanno sempre riconosciuto l'esemplare correttezza, la misura, la coerenza con i suoi ideali, sempre comunque aperto ad ascoltare anche le ragioni degli altri.
Fino all'ultimo, impegnandosi nella campagna delle elezioni politiche del 1994, ha dato una dimostrazione di impegno, coraggio e determinazione.

Il Sindaco Roberto Zoffoli ha dichiarato: << La responsabilità, l'onestà, la lealtà, il confronto aperto e la disponibilità umana che lo hanno contraddistinto nella sua vita pubblica e privata, meritano di essere presi come esempio da chi si impegna e lavora per riaffermare i valori della democrazia, della libertà e delle istituzioni repubblicane. E' stato l'esempio di un modo nobile di fare politica, di una politica che ha come traguardo il bene degli altri e della comunità. Rivolgo un pensiero affettuoso ai suoi genitori e al fratello Moraldo>>.

L'Ufficio stampa
Cervia, 20 settembre 2007


December 23

AUGURI A TUTTO IL MONDO

 



A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che è l’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi.
 


December 05

LETTERA APERTA

Lettera aperta al Presidente di Assolterm Sergio D'Alessandris

Caro Sergio, vorrei comunicarti la mia adesione alla manifestazione, sia come cittadino che come responsabile del Solare Termico della Società 'Il Sole Mio Energy'. Come potrei non esserci...queste scelte vanno contro il nostro lavoro, i nostri sforzi quotidiani, le nostre speranze per un futuro fatto di scelte consapevoli e non obbligate. Purtoppo vanno in una direzione che non ci saremmo mai aspettati, ma che forse ai più attenti erano già chiare in campagna elettorale. Delle scelte sbagliate fatte in periodi di benessere portano a coltivare e mantenere dei comportamenti scorretti, che diventano una sorta di abitudine allo spreco. Le stesse scelte sbagliate fatte in questi momenti, per alcuni versi, drammatici possono portare ad una vera e propria catastrofe: nel breve termine avremo ripercussioni importanti per le aziende ed i lavoratori del nostro settore certamente, ma cosa più importante, queste scelte miopi creano una sorta di sfiducia nella gente che con comportamenti virtuosi aveva iniziato in questi ultimi anni a ripercorrere la strada di uno sviluppo sostenibile in un mondo sempre più avvelenato... per non parlare di coloro che, magari, fino a qualche giorno fa, si sentivano come dire affascinati ma ancora incerti, con tanti dubbi e probabilmente pochi soldi per fare un investimento sul Nostro futuro. Ho letto mail inviate a redazioni di giornali, ministri ed enti o istituzioni ambientali...alcune dicevano:
'Non ho più parole'. Beh, io di parole, al momento, ne avrei fin troppe ma forse, al momento, servono di più i fatti. Per questo sostengo la manifestazione dell'11 dicembre a Palazzo Chigi e ti comunico che da domani inizierò a scrivere newsletter dal nostro sito per cercare di informare il maggior numero di persone. Le parole ed i pensieri cattivi per ora me li tengo dentro, con la speranza che questo decreto legge, nel suo complesso, sia solo un ennesimo spot di questo governo.
Aspettiamo le smentite, perchè sono quasi certo che alla fine qualcuno ci dirà:
'Scusate, sono stato frainteso', anche se di norma quel qualcuno ci dice:
'Siete dei "coglioni" e mi avete frainteso'.
Ma in fondo, noi, siamo gente che bada di più alla sostanza che alla forma.

Spero di sentirti presto, prima della manifestazione, anche se immagino che in questi giorni sarai un po' impegnato.
Saluti.



Per tutti coloro che vogliono aderire, si può dare comunicazione della propria presenza al seguente indirizzo
dove troverete il link a IO CI SARO'.


http://assolterm.it/assolterm/index.php?option=com_content&task=view&id=151&Itemid=1



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November 22

PROVIAMO A RIFLETTERE

ISM news
ISM NEWS

 

LE CRISI...UNA DOPO L'ALTRA ..SEGNANO IL NOSTRO MODO DI VIVERE...

IMPEDENDOCI DI SOGNARE...


Tutto ebbe inizio, con la crisi finanziaria ed i bilanci non in regola della Banca U.B.S. (Unione Banche Svizzere).

Quella che sembrava "l'isola felice", il luogo dove riporre i risparmi leciti ed illeciti; il posto più sicuro al mondo per tesorieri, finanzieri ed affaccendieri...inevitabilmente è crollato.

Affondando questo ultimo baluardo, porto con sé...le banche italiane come Intesa e San Paolo, le banche statunitensi, la società Britisch Telecom, e le società come Lehman Brothers.

In ultimo il crollo della società di assicurazioni A.I.G. è la crisi dei titoli di grandi industrie automobilistiche quali Mercedes Benz che chiude le fabbriche per ben cinque settimane; ed il crollo di GM in borsa con il titolo che scende a zero.

Ma ci chiediamo Noi de Il Sole Mio Energy...su cosa si reggevano questi colossi ?..sul nulla ?...sulle speculazioni selvagge...? sui loro castelli di sabbia..? o sull'indifferenza a principi cardini come l'etica?

Oggi a distanza di anni ci chiediamo il perché, ci domandiamo come possa essere possibile che tutto crolla, che tutto scende in picchiata...

Ma è possibile che non vi sia nulla che sale?

Noi de Il Sole Mio Energy andiamo controcorrente; qualcosa in tutto questo marasma è nel frattempo salito...

E' salito il numero di persone che muore di fame...

E' salito il numero di persone che sono vicine alla povertà...

E' salito il tasso di inquinamento sulla terra...

E' salita la temperatura del nostro pianeta...

ma questi...titoli non sono quotabili in borsa, pertanto non valgono per coloro i quali si affannano a capire su quale carro portare i loro buoi.

Siamo tutti troppo concentrati sulle notizie di Borsa per dare attenzione a questi indici...Siamo troppo occupati a seguire il prezzo del barile di petrolio per cambiare le nostre abitudini a seconda delle oscillazioni...e siamo anche troppo occupati che pensiamo di combattere la crisi attuale "risparmiando" sulle fonti energetiche e togliendo fondi a tutti coloro i quali danno il loro contributo in favore della terra, della natura e del rispetto dell'ambiente.

Noi de Il Sole Mio Energy siamo romantici sognatori e vogliamo che Voi lo siate con noi..e per questo che da oggi mettiamo in rete il nostro video istituzionale ...per aiutarVi a sognare, per farVi riflettere e per ricordarVi che sognare si può... e realizzare i sogni costa poco..meno di un pieno di benzina....vai al video istituzionale

 

WWW.ILSOLEMIO.EU

Per ulteriori informazioni,srivere a info@ilsolemio.eu o chiamare il +39 0309158105



November 14

SENZA COMMENTI!!!!

EDIZIONE STRAORDINARIA DELLA NEWSLETTER

IL SOLE MIO ENERGY SI INDIGNA A QUESTE BARBARIE

ATTENZIONE IMMAGINI MOLTO FORTI SE SENSIBILI SALTARE LE IMMAGINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE!

BENCHE' QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, = CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA , UN PAESE SUPPOSTO 'CIVILIZZATO', MEMBRO DELL'UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E' IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L'ETA' ADULTA (!!). E' ASSOLUTAMENTE  INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE' QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA'.

 INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA!!!



 

 

 

WWW.ILSOLEMIO.EU

November 07

all'amico ....tu sai chi

CIAO FIGU!!!!    RIPOSATI CHE LUNEDI' INIZIA UNA SETTIMANA DIFFICILE......A bocca aperta
 
stanchezzastanchezza1
November 05

CONGRATULATION OBAMA FOR PRESIDENT

bandiera_americana
 
ECCO QUA'!!  PER TUTTA LA NOTTE HO SEGUITO QUESTO EVENTO, SPERAVO DAVVERO IN UN CAMBIAMENTO  E SEMBRA CHE L'AMERICA SIA ORA IN GRAdo di cambiare.
 
IL PRIMO PRESIDENTE NERO.  SONO DAVVERO CONTENTO DI QUESTO RISULTATO. UN UOMO GIOVANE, UNA FIGURA NUOVA, UN POSSIBILE CAMBIAMENTO IN CAMPO MONDIALE.
 
ADESSO BISOGNA RIMBOCCCARSI LE MANICHE E INIZIARE A LAVORARE, SOPRATTUTTO PER TUTTO CIO' CHE RIGUARDA LA POLITICA ESTERA E LA GUERRA ORMAI INUTILE IN IRAQ.
 
FACCIO UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO AL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACH OBAMA.... IL MONDO E' CON TE'
November 04

UN BEL FUTURO NERO

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OGGI VORREI DAVVERO FARE L'IMBOCCA AL LUPO A QUESTO SIGNORE, CHE SPERO TANTO DIVENTI IL NUOVO PRESIDENTE, NON SOLO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA MA ANCHE DEL MONDO CHE NON HA PAROLA.
UN PRESIDENTE DI PACE E NON DI GUERRA, UN PRESIDENTE DI POLITICA GIUSTA E NON PREPOTENTE, UN PRESIDENTE CHE SAPPIA GUARDARE AL DI LA' DEL MURO....... UN FUTURO NERO??   SPERO TANTO DI SI!!!   LA STORIA PUO' CAMBIARE, IL MONDO PUO' CAMBIARE, L'AMERICA PUO' CAMBIARE.
TUTTI IN QUESTE ORE HANNO GLI OCHI PUNTATI SU CHI VINCERA' LE ELEZIONI, IO SONO SICURO CHE STAVOLTA IL GIUSTO ABBIA LA MEGLIO. IO NON C'E L'HO CON IL CANDIDATO OPPSTO, DICO SOLO CHE UN CAMBIAMENTO NON STAREBBE MALE.
 
IL PROSSIMO PASSO POI SAREBBE UN PAPA NERO....COME DICEVA UNA VECCHIA CANZONE DEI PITURA FRESCA.
 
 
W OBAMA!!   FOR PRESIDENT....PRESIDENT IN THE WORLD......

October 31

IL FOTOVOLTAICO CRESCE SEMPRE DI PIU'

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NOI ...DE "IL SOLE MIO ENERGY"....ABBIAM DECISO....

COMPREREMO UN METRO.....!!!!


Noi...GREEN JOOPER de IL SOLE MIO ENERGY abbiamo deciso....

Compreremo un metro!!!...perché?


Perché è INAUDITO, che due potenze FRANCIA ed ITALIA ..guidate dai rispettivi presidenti del Consiglio che "son alla stessa altezza"...non possano e non debbano trovare un accordo sul clima e sulle questioni ambientali a salvaguardia dell'ambiente.

E' di oggi la notizia che il Presidente Francese Sarkozy...ha dichiarato "Irresponsabile e drammatico dire di NO", nei confronti delle decisioni titubanti e contrarie all'Unione Europea, prese dall'Italia in materia di clima e rispetto energetico.

A difesa delle "sue" posizioni il nostro Presidente del Consiglio afferma "Non possiamo noi, il paese più manifatturiero d'Europa con la Germania...caricarci di un costo che deprimerebbe la nostra economia in un momento di crisi come questo".

Altro punto di sostegno alla sua tesi, è l'avallo di George W. Bush che difende le posizioni dell'Industria, anziché quelle dell'ambiente.

In completa opposizione alla teoria sopracitata, l'appena pubblicato studio di un noto economista e professore Californiano, David Roland-Host dell'Università prestigiosa di Berkeley, il quale afferma che "più efficienza uguale più occupazione".

Spiega David Roland-Holst che la massa di denaro risparmiata dai consumatori grazie ai tagli nelle bollette domestiche e tornata a circolare sul mercato,, mettendo in moto un processo virtuoso nell'occupazione e nell'economia.

"Avendo la possibilità di spendere meno energia- si legge nella ricerca -

i consumatori hanno destinato questi soldi alla domanda di beni diversi ".

Il professore fornisce quindi le cifre del movimento descritto.

A fronte di "perdite" per 1,6 miliardi di dollari nel settore energetico, nel corso del trentennio preso in esame, l''economia californiana oggetto dello studio, ha visto crescere il volume d'affari complessivo di 44,6 miliardi di dollari, divisi prevalentemente nel comparto del commercio (11,2 miliardi) nel settore finanziario assicurativo (7,3 miliardi), nel settore dei servizi (17,,8 miliardi) e in quella della produzione di lampadine a basso consumo.

Tanto son vere queste cifre che il Governatore della California Arnold Schwarzenegger ha lanciato un nuovo piano statale di riduzione della spesa energetica e delle emissioni di gas serra che sarà presto definito nei dettagli.

A noi de IL SOLE MIO ENERGY.. sorge un dubbio...sarà forse la disponibilità e la sensibilità all'ambiente...INVERSAMENTE PROPORZIONALE... ALL'ALTEZZA ?

In quanto...

Negli stessi Stati Uniti...nelle "Altezze" di Bush cè una opinione....e nelle altezze di Arnold Schwarzenegger ve ne è un altra....e continuano i nostri dubbi....

Come mai nelle "altezze" a prima vista paritarie, tra il Presidente Sarcozy e il Presidente Berlusconi...ci sono tanti centimetri di differenza?

NOI DE "IL SOLE MIO ENERGY" PER FUGARE TUTTI QUESTI DUBBI...

ABBIAM DECISO DI COMPRARCI UN METRO!!!!

 

ULTIMISSIME

 

IL SOLE MIO ENERGY s.r.l. SPONSOR UFFICIALE BICI CAMOGLI, SARA' PRESENTE AL EICMA CON LO STAND DELLA SQUADRA BICI CORSE CAMOGLI, CON UNA BICI PERSONALIZZATA "IL SOLE MIO ENERGY" INTERAMENTE IN CARBONIO.

VI ASPETTIAMO......................................

 

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(ARTICOLO TRATTO DALLE NEWS DEL SITO IL SOLE MIO ENERGY)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PRO O CONTRO HALLOWEEN??

 
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Cacciari e la crociata anti-Halloween

Il primo cittadino veneziano: di Halloween non mi piace l’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario

Massimo Cacciari (Colombo)
Massimo Cacciari (Colombo)
ROMA - «Festeggiare Halloween a Venezia? Non se ne parla proprio. Roba da Disneyland. O da Peschiera del Garda, lì dove c’è Gardaland. Noi abbiamo il Carnevale più bello, intelligente ed elegante del mondo. Perché mai dovremmo concedere spazio a qualcosa che non c’entra niente, dico niente, con le tradizioni italiane?». Massimo Cacciari non è uomo da mezzi toni, si è visto sabato scorso con la manifestazione del Pd contro il governo Berlusconi («non ho alcun interesse a parlarne, mi importa come si organizzerà il Pd, non certo un corteo...»). Figuriamoci se può usare giri di parole per la festa più a m a t a d a i bambini italiani.

Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenzamediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire: è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale. Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille... ».

Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario: «Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi». Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione... Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo.... Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».

Come sarà il Carnevale veneziano 2009, sindaco? «Nulla di imposto dall’alto, molti elementi popolari e autogestiti, sempre in collaborazione con la Fenice, il Teatro Stabile, la Biennale. Penso soprattutto al Carnevale per i bambini, che quest’anno avrà un grande spazio».

Conferma Marco Balich della Venezia Marketing Eventi, direttore artistico del Carnevale 2009 (l’organizzazione è presieduta da Mauro Pizzigati): «La festa si chiamerà "Sensation", una parola inglese ma leggibile anche in dialetto veneziano. Giocheremo sui cinque sensi: vista, tatto, udito, olfatto, gusto, distribuiti nei sei sestieri in cui è divisa la città. Più il sesto senso, con una piazza San Marco trasformata in un superbo giardino all’aperto, una sorta di parco di Versailles. Si comincerà il 14 febbraio per finire il 23».

L’aspetto commerciale, nel 2009, viene messo da parte: «In pieno col sindaco Cacciari, non punteremo tanto sulla quantità di pubblico, che ormai si aggira sul milione e 200 mila presenze ogni Carnevale. Piuttosto vogliamo proporre una vera esperienza cognitiva. Un’occasione per capire e apprendere, naturalmente divertendo». E i giovani legati a Halloween? «Io sono convinto che molti ragazzi potranno facilmente capire l’immensa differenza che esiste tra un "qualsiasi" Halloween e l’irripetibile Carnevale veneziano. Quando sento che qui in Italia si scimmiottano le streghette americane mentre a New Orleans o in Sud America impazziscono per cercare di imitare il modello veneziano divento matto...».

Paolo Conti
31 ottobre 2008

 

 

DITE LA VOSTRA, CHE NE PENSATE DELLA FESTA CHE DALL'AMERICA è GIUNTA FINO A NOI......SICURAMENTE PER QUETIONI DI MARKETING?

 
 
October 16

GIORNATA MONDIALE FAME NEL MONDO

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GIOVEDI 16 OTTOBRE 2008

  • Un MILIARDO le persone che MUOIONO di FAME

  • 33 STATI sono al LIMITE tra la POVERTA' e LA MORTE

  • SUD SAHARA- CONGO-ERITREA-SIERRA LEONE-BURUNDI-NIGER

compongono il treno della FAME

In occasione dell'annuale Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che si celebra come di consueto il 16 ottobre ed il cui tema scelto dalla FAO per l'edizione di quest'anno è "La Sicurezza Alimentare. La Sfida del cambiamento climatico e la bioenergia", il Ministero degli Affari Esteri, tramite il Comitato per la GMA, coordina un programma di eventi che vede l'attiva partecipazione delle Nazioni Unite, delle Amministrazioni dello Stato, delle Università, dei centri di ricerca, delle ONG, nonché delle Regioni, delle Province e dei maggiori Comuni d'Italia, il cui apporto ha garantito un eccezionale coinvolgimento della popolazione.

Per raggiungere l'ambizioso traguardo posto dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione di dimezzare il numero di persone sottoalimentate entro il 2015 è necessario unire agli sforzi in atto una dimensione di responsabilità e trasparenza tale da garantire il diritto fondamentale di tutti gli esseri umani ad essere, finalmente, "liberi dalla fame". In questa battaglia l'Italia ed IL SOLE MIO ENERGY intendono essere in prima fila.

 

IL SOLE MIO ENERGY S.r.l. Con tutto lo STAFF decidono per la giornata del 16 Ottobre di oscurare il nostro sito in segno di solidarietà materiale alle tante vittime di questa SPECULAZIONE di RISORSE.

Noi de IL SOLE MIO ENERGY siamo accaniti sostenitori dell'ambiente e della salvaguardia delle risorse naturali che nella attuale situazione GEO-Politica sono disseminate in maniera non equa e non facilmente decentrabili ,li dove occorrerebbero.

Noi de IL SOLE MIO ENERGY

NON VOGLIAMO STRUMENTALIZZARE QUESTA GIORNATA,

ma porre alla gentile attenzione Vostra...e di tutti i GREEN-JOOPER che saranno e già Oggi ...rappresentano il mondo di ....domani..che un parallelismo strano regge nel contempo due SPECULAZIONI.

Alludiamo alla Crisi FINANZIARIA e SPECULATIVA delle Istituzioni del credito e delle Banche che proprio come la diversa allocazione delle risorse del pianeta ...spostavano la loro Risorsa "denaro"da una nazione all'altra, da una industria all'altra,da una falsificazione di bilancio all'altra..con la conseguenza che alcune lobbyes si sono arricchite ed altre si sono impoverite ,hanno fallito ed hanno portato AZIENDE ed ECONOMIA in RECESSIONE.

La RECESSIONE in queste nazioni sopraelencate...non arriverà mai...perchè la recessione è una conseguenza della economia industrializzata che si verifica quando la liquidità sui mercati cessa di esistere....essi non arriveranno mai a poter essere una nazione...ed i loro abitanti..non arriveranno mai ad essere considerati uomini...e la loro popolazione non arriverà mai a sopravvivere interamente...tutto ciò perchè li sul TRENO DELLA FAME non manca la liquidità...MANCA LA VITA...

Il SOLE MIO ENERGY avrebbe voluto risolvere la attuale crisi della fame con la stessa somma stanziata per la salvaguardia delle Banche a seguito del loro stesso CRACK.

IL SOLE MIO ENERGY è una Energy Service Company....formata da PERSONE SPECIALI..ma da"Persone" ..questo, ci consente di voler tutelare ancora prima

dell'Ambiente... le altre ....Persone.

 

GRAZIE DI AVERMI LETTO 

 

WWW.GARDALANDEVER.NET

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Gianpietrowrote:
gia che sono passato a farti visita ti lascio un saluto
Jan. 14
Dino Lanzawrote:

Ciao Mauro,

un grande abbraccio di auguri per il nuovo anno...

Hai una bellissima bimba, Dio la benedica.

Buona Settimana!

Con amicizia

Jan. 12
BaRbArA M.wrote:
augurissimi di buon anno anche a te e alla tua famiglia kisssssssssss
Jan. 1
ericawrote:
 
Concorso SoS gabibbo cercasi;
ti va di partecipare?
Il nostro nuovo gabibbo
potresti essere tu
 
 
Oct. 11
Deborah lovewrote:
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Oct. 10

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mauro fantini

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